30
Ott
13

Responsabilità solidale negli appalti e subappalti – lo stato dell’arte

Appalti e responsabilità solidale: situazione attuale

Il “Decreto del Fare” (D.L. 69/2013), convertito in Legge n. 98/2013 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 20 agosto, ha modificato per l’ennesima volta la disciplina della responsabilità solidale negli appalti e subappalti.

Sebbene un ordine del giorno approvato dalla Camera in data 8 agosto preveda una possibile revisione, se non addirittura abrogazione, riteniamo opportuno riassumere lo status della normativa e gli adempimenti ad oggi necessari.

Le norme che regolano la responsabilità solidale si innestano nei rapporti contrattuali tra appaltatore e subappaltatori e, in misura diversa, tra committente ed appaltatore.

Oggetto della disciplina

Le disposizioni inerenti la responsabilità solidale interessano i contratti di appalto e subappalto di opere e servizi, conclusi da soggetti che operano in attività rilevanti ai fini IVA e, in ogni caso, dai soggetti IRES (società di capitali, enti pubblici, etc).

Sotto l’aspetto soggettivo risultano pertanto esclusi:

  • i condomìni
  • le persone fisiche (prive di partita IVA)

Sotto l’aspetto contrattuale la responsabilità sorge in relazione a contratti di appalto così come definiti dall’art. 1655 c.c., e cioè:

<<il contratto col quale una parte assume, con organizzazione dei mezzi necessari e con gestione a proprio rischio, il compimento di un’opera o di un servizio verso un corrispettivo in danaro>>

Come anche chiarito dall’Agenzia delle Entrate con circolare 2/2013, sono quindi escluse dal campo di applicazione della disciplina in esame le tipologie contrattuali diverse quali, ad esempio:

  • gli appalti di fornitura dei beni;
  • il contratto d’opera disciplinato dall’art. 2222 c.c. (es. prestazioni professionali);
  • il contratto di trasporto di cui agli artt. 1678 ss. c.c.;
  • il contratto di subfornitura disciplinato dalla L. 18.6.98 n. 192;
  • le prestazioni rese nell’ambito del rapporto consortile.

Rapporto tra appaltatore e subappaltatori

L’appaltatore risponde in solido con i subappaltatori relativamente a:

  • versamento delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente dovute dal subappaltatore all’erario in relazione alle prestazioni effettuate nell’ambito del rapporto di subappalto, nei limiti dell’ammontare del corrispettivo dovuto.

La responsabilità viene meno a condizione che l’appaltatore verifichi, acquisendo idonea documentazione, che gli adempimenti sopraindicati, scaduti alla data del pagamento del corrispettivo, siano stati correttamente eseguiti dal subappaltatore.

La prova della regolarità dei versamenti delle ritenute deve essere acquisita prima del pagamento del corrispettivo al subappaltatore. L’appaltatore può sospendere i pagamenti sino al momento di ricezione della documentazione che può consistere anche in una autocertificazione rilasciata dai subappaltatori..

Rapporto tra committente ed appaltatore

Il committente non risponde in solido con l’appaltatore per omessi versamenti di ritenute ma è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000 a 200.000 euro se gli adempimenti di cui sopra non sono stati correttamente eseguiti dall’appaltatore e dai subappaltatori.

Pertanto è necessario che il committente:

  • provveda al pagamento del corrispettivo dovuto all’appaltatore solo  previa esibizione da parte di quest’ultimo della documentazione attestante che le ritenute, scadute alla data del pagamento del corrispettivo, siano state versate sia dall’appaltatore che dagli eventuali subappaltatori;
  • il committente può sospendere il pagamento del corrispettivo fino all’esibizione della predetta documentazione.

Qualora l’appaltatore o il subappaltatore non abbia dipendenti o assimilati, o nessuno di questi sia intervenuto nelle prestazioni connesse allo specifico rapporto è opportuno richiedere un’attestazione in tal senso.

L’altra ipotesi di solidarietà prevista negli appalti privati

Oltre alle previsioni normative descritte in precedenza, ricordiamo che, in relazione ai soli appalti privati, convive nel nostro ordinamento un’altra disposizione in tema di responsabilità solidale negli appalti : l’art.29 del D.Lgs. n.276/03.

Tale disciplina prevede la responsabilità solidale del:

  • committente (imprenditore o datore di lavoro, diverso dalla persona fisica privato);
  • appaltatore;
  • subappaltatore;

per le retribuzioni, il trattamento di fine rapporto, i contributi previdenziali e premi assicurativi dovuti ai lavoratori in relazione al periodo di esecuzione del contratto di appalto.

Per ovviare alla solidarietà è necessario che i committenti e gli appaltatori richiedano il modello di regolarità contributiva (DURC) ai fornitori.


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