By tcalb

“Manovra di Ferragosto” D.L. 13.08.2011 n° 138 convertito in Legge 14.09.2011, n. 148 in vigore dal 17.09.2011

Limitazioni all’uso del denaro contante, libretti e assegni.     art. 2, cc. 4, 4bis
Dal 13 agosto 2011 il  limite per il trasferimento, tra soggetti diversi, di denaro contante, di libretti al portatore e di assegni al portatore è abbassato ad € 2.500 (precedentemente € 5.000).
Quindi, dall’importo di € 2.500 e oltre, non si potranno effettuare pagamenti di denaro contante e gli assegni di importo pari o superiore a 2.500 € dovranno essere emessi muniti della clausola di “non trasferibilità”.
Inoltre, un’operazione unitaria di importo superiore a 2.500 € non potrà essere artificiosamente frazionata in tante tranche inferiori a 2.500 €: anche in questi casi resta impedito l’uso del contante e degli assegni trasferibili.
È esclusa l’applicazione delle sanzioni per le violazioni del nuovo limite all’uso del contante e dei titoli al
portatore commesse nel periodo 13.08.2011 – 31.08.2011.

Contributo di solidarietà art. 2, c. 2
Con immediata decorrenza dal 2011, e sino all’anno 2013, viene introdotto un contributo, cosiddetto di solidarietà, applicabile al  reddito complessivo delle persone fisiche superiore ad € 300.000,00.
L’entità del contributo è del 3% sulla parte che eccede il limite di € 300.000,00 ed è deducibile dal reddito.
Sono esclusi dal contributo di solidarietà i i trattamenti economici già soggetti ad altro tipo di prelievo similare e cioè i redditi dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche già sottoposti al prelievo del 5% sulla parte di stipendio eccedente € 90.000,00 e del 10% oltre € 150.000,00 ed  i trattamenti pensionistici corrisposti da enti gestori di forme di previdenza obbligatorie al contributo di perequazione.
Un apposito decreto ministeriale, da emanare entro il 30.10.2011, disciplinerà le modalità tecniche di attuazione delle disposizioni.
Pur essendo previsto un termine per l’applicazione del contributo (2013), l’efficacia di questa disposizione potrà essere prorogata fino al raggiungimento del pareggio di bilancio.

Aliquota iva ordinaria al 21% art. 2,cc. 2bis-2quater
Dal giorno 17 settembre 2011 l’aliquota IVA ordinaria sale dal 20% al 21%. Restano invece immutate la altre aliquote (10% e 4%).
Ricordiamo che l’aliquota  da applicare dipende dalla data di ‘”effettuazione” dell’operazione (articolo 6 della legge 633/1972) e cioè:
•    in caso di prestazioni di servizi –  dalla data di  pagamento del corrispettivo;
•    in caso di cessione di beni mobili – dalla data di  consegna o della spedizione, normalmente attestata dal documento di trasporto;
•    in caso di cessione di beni immobili – dalla data di stipula dell’atto notarile;
Se anteriormente al verificarsi di uno degli eventi sopraindicati viene emessa fattura o viene incassato, in tutto o in parte il corrispettivo, l’operazione si intende effettuata alla data della fattura o al momento dell’incasso, limitatamente a quanto fatturato o incassato.
In caso di avvenuta emissione di fatture con IVA ad esigibilità differita  ad enti pubblici, prima dell’entrata in vigore dell’innalzamento di aliquota, la norma prevede che l’operazione sottostante mantenga l’aliquota del 20% a condizione che sia l’emissione che la registrazione della fattura sia avvenuta anteriormente al 17 settembre 2011.

Detrazione del 36% e cessione dell’immobile art. 2,cc. 12bis, 12ter
Nell’ipotesi di cessione di un immobile oggetto di  interventi di recupero del patrimonio edilizio che hanno dato il diritto alla detrazione del 36%, le residue quote della detrazione Irpef possono essere utilizzate dal venditore oppure possono essere trasferite all’acquirente per i rimanenti periodi di imposta.
Anteriormente al 16.09.2011 le detrazioni non utilizzate spettavano esclusivamente all’acquirente persona fisica.

Tassazione delle rendite finanziarie art. 2, cc. 6-27
A decorrere dall’anno 2012 le ritenute, le imposte sostitutive sugli interessi, premi e ogni altro provento sui redditi di capitale e sui capital gain saranno uniformate e sconteranno l’aliquota del 20%.
I principali casi di applicazione della nuova aliquota sono:
– dividendi da partecipazioni non qualificate percepiti dall’1.01.2012;
– plusvalenze derivanti da cessioni di partecipazioni non qualificate realizzate dall’1.01.2012;
– interessi di conto corrente maturati dall’1.01.2012.
La disposizione non si applica sugli interessi, premi e ogni altro provento e sui capital gain derivanti da:
a) titoli del debito pubblico italiano ed equiparati;
b) obbligazioni emesse dagli Stati inclusi nella lista dei Paesi che consentono un adeguato scambio di informazioni (white list);
c) titoli di risparmio per l’economia meridionale;
d) piani di risparmio a lungo termine appositamente istituiti.
La disposizione non si applica sugli utili corrisposti a società ed enti soggetti ad un’imposta sul reddito delle società negli Stati membri Ue e negli Stati aderenti all’accordo sullo Spazio economico europeo inclusi nella white list, sulle partecipazioni qualificate e redditi ad essi assimilati detenute da persone fisiche residenti e sul risultato netto maturato dalle forme di previdenza complementare.

Capital gain e determinazione delle plusvalenze art. 2, cc. 28-34  
Le minusvalenze, esistenti al 31.12.2011  relative alle cessioni di partecipazioni non qualificate possono essere utilizzate, in misura pari al 62,50% del loro ammontare, per compensare le  plusvalenze della stessa natura realizzate dall’1.01.2012
E’ consentito  affrancare il valore delle partecipazioni non qualificate possedute al 31/12/2011 mediante opzione e versando l’imposta sostitutiva del 12,50%. Tale nuovo valore sarà considerato come costo di acquisto fiscalmente rilevante in caso di successiva cessione della partecipazione non qualificata.

Trasferimenti di denaro all’estero art. 2, c. 35octies
Sempre dal 17.09.2011 è istituita un’imposta di bollo sui trasferimenti di denaro all’estero attraverso gli istituti
bancari, le agenzie “money transfer” e altri agenti in attività finanziaria. L’imposta è dovuta in misura pari al
2% dell’importo trasferito con ogni singola operazione, con un minimo di prelievo pari a 3 euro.
L’imposta non è dovuta per i trasferimenti effettuati dai cittadini dell’Unione europea, nonché per quelli effettuati verso i Paesi dell’Unione europea. Sono esentati i trasferimenti effettuati da soggetti muniti di matricola Inps e codice fiscale.

Riduzione agevolazioni fiscali alle cooperative art. 2,cc. 36bis-36quater
La manovra di ferragosto incide anche sul mondo cooperativo, infatti gli utili netti delle società cooperative e loro consorzi a mutualità prevalente, destinati a riserva indivisibile, concorrono alla formazione del reddito imponibile:
– nella misura del 20% per le cooperative agricole e della piccola pesca;
– del 40% (anziché 30%) per le altre cooperative;
– del 65% (anziché 55%) per le cooperative di consumo.
Anche gli utili netti annuali destinati alla riserva minima obbligatoria concorrono alla formazione del reddito imponibile nella misura del 10%.
Le nuove disposizioni si applicano dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 17.09.2011 e, quindi, per i soggetti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare dal 2012.
La nuova base imponibile deve essere considerata già per la determinazione dell’acconto dovuto per l’esercizio 2012.

Società di comodo art. 2, cc. 36quinquies-36novies
Viene inasprito il trattamento fiscale delle società di comodo.
Per le società non operative infatti l’aliquota Ires sale  al 38% (27,50% + 10,50%) e si applica anche sulla quota di reddito imputato per trasparenza e sul reddito autonomamente conseguito dalle società che hanno esercitato l’opzione per la tassazione di gruppo.
Le disposizioni si applicano a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 17.09.2011 (ordinariamente quindi dal 2012) ed incidono per la determinazione di acconti.

Società in perdita per 3 periodi consecutivi – società di comodo art. 2, cc. 36decies-36duodecies
Saranno attratte nel novero delle Società di comodo anche quelle che,  pur non ricorrendo i presupposti previsti per le società di comodo, presentano dichiarazioni in perdita fiscale per 3 periodi d’imposta consecutivi.
La disposizione trova applicazione anche qualora, nell’arco dei 3 periodi d’imposta, le società e gli enti siano per 2 periodi in perdita fiscale e in uno abbiano dichiarato un reddito inferiore a quello minimo determinato ai
sensi delle norme sulle società di comodo.
Al verificarsi di tale previsione le società  sono considerate non operative a decorrere dal successivo periodo d’imposta.
Restano ferme le cause di non applicazione della disciplina in materia di società non operative (Ricavi superiori al totale dell’attivo, numero medio dei dipendenti superiore a 10, etc).
Le disposizioni si applicano a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 17.09.2011 (ordinariamente quindi dal 2012) e incidono già per la determinazione dell’acconto.

Beni d’impresa concessi in godimento a soci o familiari art. 2, c. 36 terdecies-36duodevicies
Nei casi in cui i beni di impresa siano concessi in godimento  a soci o familiari si crea in capo a questi ultimi un reddito figurativo.
La norma stabilisce che  <<costituisce reddito diverso ex art. 67 Tuir e concorre a formare il reddito imponibile in capo al socio o familiare utilizzatore la differenza tra il valore di mercato e il corrispettivo annuo per la concessione in godimento di beni d’impresa>>.
Inoltre i costi relativi ai beni dell’impresa concessi in godimento a soci o familiari per un corrispettivo annuo inferiore al valore di mercato del diritto di godimento non sono in ogni caso ammessi in deduzione dal reddito imponibile.
L’impresa concedente, ovvero il socio o il familiare, dovranno comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati relativi a tali beni  in godimento. Con provvedimento dell’Agenzia delle Entrate sono individuati modalità e termini per l’effettuazione della predetta comunicazione.
L’Agenzia delle Entrate controllerà sistematicamente la posizione delle persone fisiche che hanno utilizzato i beni concessi in godimento e ai fini della ricostruzione sintetica del reddito tiene conto, in particolare, di qualsiasi forma di finanziamento o capitalizzazione effettuata nei confronti della società.
Le disposizioni si applicano a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 17.09.2011 (ordinariamente quindi dal 2012) e incidono già per la determinazione dell’acconto.

Omessa fatturazione da parte dei professionisti iscritti in albi art. 2, c. 5
Nel caso in cui siano state contestate, nel corso di un quinquennio 4 distinte violazioni dell’obbligo di emettere il documento certificativo dei corrispettivi, compiute in giorni diversi a carico di soggetti iscritti in albi ovvero ad ordini professionali  è disposta in ogni caso la sanzione accessoria della sospensione dell’iscrizione all’albo o all’ordine per un periodo da 3 giorni ad 1 mese ed il provvedimento di sospensione è immediatamente esecutivo.
In caso di recidiva, la sospensione è disposta per un periodo da 15 giorni a 6 mesi.
Gli atti di sospensione sono comunicati all’ordine professionale ovvero al soggetto competente alla tenuta dell’albo affinché ne sia data pubblicazione sul proprio sito Internet.
Nel caso in cui le violazioni siano commesse nell’esercizio in forma associata di attività professionale, la sanzione accessoria è disposta nei confronti di ciascun associato.

Accertamento da studi di settore art. 2, c. 35
Al fine dell’inibizione degli accertamenti analitici – induttivi basati su presunzioni semplici fino al 40% dei ricavi dichiarati (con il limite massimo di € 50.000,00) è necessario che il contribuente sia congruo ai fini degli studi di settore, anche a seguito di adeguamento, sia nell’anno accertato che nell’anno precedente.

Violazioni tributarie e reati fiscali art. 2, cc. 36vicies semel-36vicies bis
In caso di dichiarazione fraudolenta mediante l’uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti o in caso di emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti non è più concesso il  beneficio della riduzione della pena della reclusione.
Sono anche state ridotte le soglie di punibilità a seguito di violazioni tributarie. In particolare si verifica la fattispecie di:
– dichiarazione fraudolenta (punibile con la reclusione da un anno e sei mesi a sei anni) mediante altri artifici quando l’imposta evasa è superiore a € 30.000,00 (in precedenza € 77.468,00) con riferimento a ciascuna imposta e l’ammontare degli elementi attivi sottratti all’imposizione è superiore al 5% degli elementi attivi indicati in dichiarazione, o comunque è superiore a € 1.000.000,00 (in precedenza € 1.549.370,00);
– dichiarazione infedele (punibile con la reclusione da uno a tre  anni) quando l’imposta evasa è superiore a € 50.000,00 (in precedenza € 103.291,00) con riferimento a ciascuna imposta e l’ammontare degli elementi attivi sottratti all’imposizione è superiore al 10% degli elementi attivi indicati in dichiarazione o, comunque, è superiore a € 2.000.000,00 (in precedenza € 2.065.827,00);
– dichiarazione omessa (punibile con la reclusione da uno a tre  anni  quando non si presenta, essendovi obbligati, una delle dichiarazioni annuali relative alle imposte sui redditi o all’Iva, e l’imposta evasa è superiore a € 30.000,00 (in precedenza € 77.468,00), con riferimento a talune delle singole imposte.
E’ rivista anche la prescrizione per i  reati tributari (esclusi gli omessi versamenti, le indebite compensazioni e la sottrazione fraudolenta al pagamento d’imposta) che ora si prescrivono in 8 anni (anziché in 6). Per gli stessi, inoltre, non è possibile ricorrere all’istituto della sospensione condizionale qualora l’imposta evasa sia superiore al 30% del volume d’affari e superiore a € 3.000.000,00.
In caso di definizione della violazione fiscale con estinzione dei debiti tributati, la sanzione penale potrà essere abbattuta al massimo fino ad 1/3 della pena (anziché fino ad 1/2).
Le disposizioni trovano applicazione ai fatti successivi al 17.09.2011.

Sanzioni ridotte per imprese e professionisti che non utilizzano contante art. 2, c. 36vicies ter
Sono ridotte alla metà le sanzioni amministrative per violazioni relative alla dichiarazione dei redditi, alla dichiarazione Iva e agli obblighi di documentazione e registrazione delle operazioni Iva per gli esercenti imprese o arti e professioni che:
•    conseguano ricavi e compensi dichiarati non superiori a € 5.000.000,00;
•    per tutte le operazioni attive e passive effettuate nell’esercizio dell’attività utilizzino esclusivamente strumenti di pagamento diversi dal denaro contante;
•    nelle dichiarazioni in materia di imposte sui redditi e Iva indichino gli estremi identificativi dei rapporti con gli operatori finanziari.


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