By tcalb

Manovra Economica 2011 – D.L. 6.07,2011 n° 98 convertito in Legge 15.07.2011 n° 111 in vigore dal 17.07.2011 in G.U.  16.07.2011 n° 164

 

Imposta di bollo sui depositi titoli                 Art. 23, c. 7
• L’importo dell’imposta di bollo dovuta sulle comunicazioni relative ai depositi di titoli inviati dagli intermediari finanziari è dovuto in base alla periodicità e al valore nominale o di rimborso dei titoli. In particolare, il diritto è dovuto nella misura annuale di euro 34,20 per ogni esemplare relativamente ai depositi di titoli il cui valore nominale o di rimborso presso ciascun intermediario sia inferiore a 50.000 euro.
• Relativamente ai depositi di titoli il cui complessivo valore nominale o di rimborso presso ciascun intermediario sia:
– pari o superiore a 50.000 euro ma inferiore a 150.000 euro, la misura annuale dal 2011 è di euro 70,00 e di euro 230,00 dal 2013;
– pari o superiore a 150.000 euro ma inferiore a 500.000 euro, la misura annuale dal 2011 è di euro 240,00 e di euro 780,00 dal 2013;
– pari o superiore a 500.000 euro, la misura annuale dal 2011 è di euro 680,00 e di euro 1.100,00 dal 2013.

ritenuta al 4% sui bonifici per detrazioni 36% e 55%         Art. 23, c. 8
• Per i pagamenti effettuati tramite bonifici disposti dai contribuenti per i quali spetta la detrazione d’imposta, la ritenuta d’acconto trattenuta dagli istituti bancari/postali è ridotta dal 10% al 4%.
• Si tratta degli interventi di recupero del patrimonio edilizio, per i quali si beneficia della detrazione del 36% e degli interventi di risparmio energetico, per i quali si beneficia della detrazione del 55%.
La riduzione della ritenuta si applica sui pagamenti effettuati a decorrere dal 6 luglio 2011.

Riporto delle perdite d’impresa – società di capitale         Art. 23, c. 9 (link)
• La perdita fiscale di un periodo d’imposta può essere computata in diminuzione del reddito dei periodi d’imposta successivi in misura non superiore all’80% del reddito imponibile di ciascuno di essi e per l’intero importo che trova capienza in tale ammontare.
In questo modo il 20% del reddito d’esercizio viene comunque assoggettato a
tassazione, indipendentemente dalla presenza o meno di perdite. Per contro viene meno la limitazione quinquennale per il riporto delle perdite, ora riportabili illimitatamente.
Resta invece immutata la disciplina delle perdite conseguite nei primi tre esercizi che sono ancora illimitatamente riportabili senza limiti temporali e scomputabili dal 100% dei redditi imponibili successivi.
Il Decreto non prevede una decorrenza specifica della disciplina. Parrebbe che la norma sia applicabile alle perdite conseguite dall’esercizio in corso alla data di entrata in vigore del decreto (6 luglio 2011).

Riallineamento valori delle partecipazioni di controllo     Art. 23, cc. 12-15
• I maggiori valori delle partecipazioni di controllo, iscritti in bilancio a seguito di operazioni straordinarie, a titolo di avviamento, marchi d’impresa e altre attività immateriali, possono essere affrancati, al fine di riallineare i valori fiscali e civilistici, assoggettandoli all’imposta sostitutiva del 16%.
• La norma esplica effetti per le operazioni effettuate sia nel periodo di imposta in corso al 31.12.2010 sia in quelli precedenti. Nel caso di operazioni effettuate in periodi d’imposta anteriori a quello in corso al 1.01.2011, il versamento dell’imposta sostitutiva è dovuto in un’unica soluzione entro il 30.11.2011.
• Gli effetti del riallineamento decorrono dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31.12.2012.

Superbollo autoveicoli                      Art. 23, c. 21 (tassa sostituita vedi link)
• A partire dall’anno 2011, per le autovetture e per gli autoveicoli per il trasporto promiscuo di persone e cose è dovuta una addizionale erariale della tassa automobilistica, pari ad € 10 per ogni chilowatt di potenza del veicolo superiore a 225 chilowatt, da versare alle entrate del bilancio dello Stato.
• L’addizionale deve essere corrisposta con le modalità e i termini da stabilire con Provvedimento del Ministero dell’Economia e delle Finanze, d’intesa con l’Agenzia delle Entrate, da emanarsi entro 90 giorni dal 6.07.2011. In caso di omesso o insufficiente versamento dell’addizionale si applica la sanzione del 30% dell’importo non versato.

Partite iva inattive                     Art. 23, c. 22
• L’attribuzione del numero di partita IVA è revocata d’ufficio qualora per 3 annualità consecutive il titolare non abbia esercitato l’attività d’impresa o di arti e professioni o, se obbligato alla presentazione della dichiarazione annuale in materia di Iva, non abbia adempiuto a tale obbligo. Il provvedimento di revoca è impugnabile davanti alle Commissioni tributarie.

Sanatoria dichiarazione di cessazione attività         Art. 23, c. 23
• I titolari di partita IVA che, sebbene obbligati, non abbiano tempestivamente presentato la dichiarazione di cessazione di attività possono sanare la violazione versando, entro il 4.10.2011 (90 giorni dal 6.07.2011), un importo pari a € 129,00 (codice tributo 8110), sempre che la violazione non sia stata già constatata con atto portato a conoscenza del contribuente.

Fattura per noleggio di autoveicoli                Art. 23, c. 42
• La procedura di noleggio di autoveicoli è certificata fiscalmente mediante fattura (e non tramite ricevuta fiscale); l’azienda di noleggio è tenuta ad indicare nella fattura emessa dopo il pagamento, gli estremi identificativi del contratto di noleggio a cui fa riferimento. La fattura deve essere consegnata direttamente al cliente nel caso in cui l’autovettura sia riportata direttamente ad un punto noleggio che sia in grado di emettere il documento.

Nuovo regime dei contribuenti minimi             Art. 27, cc. 1 e 2 (vedi link)
La disciplina del nuovo regime dei minimi intende riformulare, unificandoli in un unico regime, l’attuale regime delle nuove iniziative produttive e l’attuale regime dei minimi.
• A partire dal 1.01.2012, il (nuovo) regime dei contribuenti minimi si applica, per il periodo d’imposta in cui l’attività è iniziata e per i 4 successivi, esclusivamente alle persone fisiche:
a. che intraprendono un’attività d’impresa, arte o professione;
b. che l’hanno intrapresa successivamente al 31.12.2007.
• L’imposta sostitutiva dell’imposta sui redditi e delle addizionali regionali e comunali è ridotta al 5%.
• Il regime è applicabile anche oltre il 4° periodo di imposta successivo a quello di inizio dell’attività ma non oltre il periodo di compimento del 35° anno di età.
• Il beneficio è riconosciuto a condizione che:
a. il contribuente non abbia esercitato, nei 3 anni precedenti l’inizio dell’attività, attività artistica, professionale ovvero d’impresa, anche in forma associata o familiare;
b. l’attività da esercitare non costituisca, in nessun modo, mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso in cui l’attività precedentemente svolta consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni;
c. qualora sia proseguita un’attività d’impresa svolta in precedenza da altro soggetto, l’ammontare dei relativi ricavi, realizzati nel periodo d’imposta precedente quello di riconoscimento del predetto beneficio, non sia superiore a 30.000 euro.

Regime degli ex minimi                    Art. 27, cc. 3-5
• Coloro che, per effetto del nuovo regime dei contribuenti minimi, pur avendo i previgenti requisiti, non possono beneficiare di tale regime semplificato ovvero ne fuoriescono, fermi restando l’obbligo di conservare i documenti  ricevuti ed emessi e, se prescritti, gli obblighi di fatturazione e di certificazione dei corrispettivi, sono esonerati dagli obblighi di registrazione e di tenuta delle scritture contabili, rilevanti ai fini delle imposte dirette e dell’Iva, nonché dalle liquidazioni e dai versamenti periodici rilevanti ai fini dell’IVA. Tali soggetti sono altresì esenti dall’Irap ma soggetti agli studi di settore.
• Il regime semplificato cessa di avere applicazione dall’anno successivo a quello in cui viene meno una della condizioni di cui all’art. 1, c. 96 ovvero si verifica una delle fattispecie indicate all’art. 1, c. 99 L. 244/2007.
• Tali soggetti possono optare per l’applicazione del regime contabile ordinario. L’opzione, valida per almeno un triennio, è comunicata con la prima dichiarazione annuale da presentare successivamente alla scelta operata. Trascorso il periodo minimo di permanenza nel regime ordinario, l’opzione resta valida per ciascun anno successivo, fino a quando permane la concreta applicazione della scelta operata.
La disciplina di questo nuovo regime semplificato è demandata ad un apposito decreto attuativo.

Definizione dell’accertamento e garanzia fideiussoria          Art. 23, cc. 17-20
• È soppresso l’obbligo di prestare idonea garanzia mediante polizza fideiussoria o fideiussione bancaria ovvero rilasciata dai consorzi di garanzia collettiva dei fidi (Confidi), per il versamento rateizzato delle somme se l’importo delle rate successive alla prima è superiore a 50.000 euro, dovute per effetto dell’accertamento con adesione, del perfezionamento della definizione e della conciliazione giudiziale.
• In caso di mancato pagamento anche di una sola delle rate diverse dalla prima entro il termine di pagamento della rata successiva, il competente ufficio dell’Agenzia delle Entrate provvede all’iscrizione a ruolo delle residue somme dovute e della sanzione di cui all’art. 13 D. Lgs. 18.12.1997, n. 471, applicata in misura doppia (60%), sul residuo importo  dovuto a titolo di tributo.
• Le disposizioni non si applicano agli atti di adesione, alle definizioni ed alle conciliazioni giudiziali già perfezionate, anche con la prestazione della garanzia, alla data del 6.07.2011.

Approvazione studi di settore                 Art. 23, c. 28, lett. a)
• A partire dal 2012 gli studi di settore devono essere pubblicati nella Gazzetta Ufficiale entro il 31.12 del periodo d’imposta nel quale entrano in vigore.
• Eventuali integrazioni, indispensabili per tenere conto degli andamenti economici e dei mercati, con particolare riguardo a determinati settori o aree territoriali, devono essere pubblicate in Gazzetta Ufficiale entro il 31.03 del periodo d’imposta successivo a quello della loro entrata in vigore.

Sanzioni studi di settore                     Art. 23, c. 28, lett. b), c) e), f), g)
• Si applica la sanzione in misura massima (pari a € 2.065,83) nelle ipotesi di omessa presentazione del modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore, dove tale adempimento sia dovuto e il contribuente non abbia provveduto alla presentazione del modello anche a seguito di specifico invito da parte dell’Agenzia delle Entrate.
• Se l’omessa presentazione del modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore (sia in sede originaria, sia a seguito dell’invito dell’Agenzia) comporta una dichiarazione dei redditi infedele (con un reddito imponibile inferiore a quello accertato o comunque un’imposta inferiore a quella dovuta), la misura della sanzione minima e massima dal 100% al 200% (della maggiore imposta o della differenza di credito) è elevata del 50% dal 150% al 300%), che si somma all’ulteriore aumento del 10% della sanzione già previsto dall’art. 1, c. 2- bis D. Lgs. 471/1997. Analoga maggiorazione è prevista ai fini Iva e Irap.
La maggiorazione non si applica se il maggior reddito d’impresa ovvero di arte o professione, accertato a seguito della corretta applicazione degli studi di settore, non è superiore al 10% del reddito d’impresa o di lavoro autonomo dichiarato.
• Quando è rilevata l’omessa o infedele indicazione dei dati previsti nei modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore, nonché l’indicazione di cause di esclusione o di inapplicabilità degli  studi di settore non sussistenti, l’Agenzia delle entrate determina il reddito d’impresa sulla base dei dati e delle notizie comunque raccolti o venuti a sua conoscenza, con facoltà di prescindere, in tutto o in parte, dalle risultanze del bilancio e dalle scritture contabili, in quanto esistenti e di avvalersi anche di
presunzioni semplici non corroborate dei requisiti di gravità, precisione e concordanza (accertamento induttivo).
La presente disposizione si applica a  condizione che il maggior reddito d’impresa ovvero di arte o professione, accertato a seguito della corretta applicazione degli studi di settore, sia superiore al 10% del reddito d’impresa o di lavoro autonomo dichiarato.

Proroga accertamenti esecutivi                 Art. 23, c. 30
• Il termine per l’entrata in vigore degli accertamenti esecutivi è stato prorogato al 1.10.2011 (in luogo del 1.07.2011).

Sanzioni per versamenti entro 15 giorni dalla scadenza     Art. 23, c. 31
• Per i versamenti effettuati con un ritardo non superiore a 15 giorni si applica la sanzione del 30%, ridotta a 1/15 per ogni giorno di ritardo (2%). Resta ferma la possibilità di avvalersi del ravvedimento operoso, che comporta l’ulteriore riduzione della sanzione a 1/10, e dunque allo 0,20% per ogni giorno di ritardo.

Operazioni con carte di credito ai fini dello spesometro     Art. 23, c. 41
• Gli operatori finanziari che emettono carte di credito, di debito o prepagate, comunicano all’Agenzia delle Entrate le operazioni rilevanti ai fini Iva in relazione alle quali il pagamento dei corrispettivi sia avvenuto mediante carte di credito, di debito o prepagate emesse dagli operatori finanziari stessi, secondo modalità e termini stabiliti con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate.

Obbligo di iscrizione alle casse professionali             Art. 18, c. 11
• Per i soggetti già pensionati, gli enti previdenziali di diritto privato per i professionisti, entro 6 mesi dal 6.07.2011, adeguano i propri statuti e regolamenti, prevedendo l’obbligatorietà dell’iscrizione e della contribuzione a carico di tutti coloro che risultino aver percepito un reddito, derivante dallo svolgimento della relativa attività professionale.
• Per tali soggetti è previsto un contributo soggettivo minimo con aliquota non inferiore al 50% di quella prevista in via ordinaria per gli iscritti a ciascun ente. Qualora entro il predetto termine gli enti non abbiano provveduto ad adeguare i propri statuti e regolamenti, si applica in ogni caso il contributo soggettivo minimo.

Soggetti obbligati all’iscrizione alla gestione separata inps     Art. 18, c. 12
• I soggetti che esercitano per professione abituale, ancorché non esclusiva, attività di lavoro autonomo tenuti all’iscrizione presso l’apposita gestione separata Inps, sono esclusivamente coloro che svolgono attività il
cui esercizio non sia subordinato all’iscrizione ad appositi albi professionali, ovvero attività non soggette al versamento contributivo agli enti previdenziali di diritto privato, in base ai rispettivi statuti e ordinamenti. Sono fatti salvi i versamenti già effettuati alla gestione separata Inps.

Contributo unificato per ricorsi                Art. 37, cc. 6 e 7 (vedi link)
• Sui ricorsi, principale ed incidentale o di ottemperanza, proposti avanti le Commissioni tributarie provinciali e regionali è dovuto il contributo unificato, nei seguenti importi:
a. euro 30 per controversie di valore fino a euro 2.582,28;
b. euro 60 per controversie di valore superiore a euro 2.582,28 e fino a euro 5.000;
c. euro 120 per controversie di valore superiore a euro 5.000 e fino a euro 25.000;
d. euro 250 per controversie di valore superiore a euro 25.000 e fino a euro 75.000;
e. euro 500 per controversie di valore superiore a euro 75.000 e fino a euro 200.000;
f. euro 1.500 per controversie di valore superiore a euro 200.000.
• Il contributo è aumentato della metà se il difensore non indica il proprio indirizzo di posta elettronica certificata e il proprio numero di fax, ovvero qualora la parte ometta di indicare il codice fiscale nell’atto introduttivo del giudizio o, per il processo tributario, nel ricorso.
• Considerato l’assoggettamento al contributo unificato non si applica l’imposta di bollo anche agli atti e provvedimenti del processo tributario.
• Nei processi tributari, il valore della lite deve risultare da apposita dichiarazione resa dalla parte nelle conclusioni del ricorso, anche nell’ipotesi di prenotazione a debito. Per valore della lite si intende l’importo del tributo al netto degli interessi e delle eventuali sanzioni irrogate con l’atto impugnato.

Reclamo e mediazione nel processo tributario         Art. 39, cc. 9-11
• Per le controversie di valore non superiore a 20.000 euro, relative ad atti emessi dall’Agenzia delle Entrate (notificati dal 1.04.2012), chi intende proporre ricorso è tenuto preliminarmente a presentare reclamo alla Direzione Provinciale o alla Direzione Regionale che ha emanato l’atto, ed è esclusa la conciliazione giudiziale. La presentazione del reclamo è condizione di ammissibilità del ricorso. Il reclamo può contenere una motivata proposta di mediazione, completa della rideterminazione dell’ammontare della pretesa.
• L’organo destinatario, se non intende accogliere il reclamo volto all’annullamento totale o parziale dell’atto, né l’eventuale proposta di mediazione, formula d’ufficio una proposta di mediazione avuto riguardo all’eventuale incertezza delle questioni controverse, al grado di sostenibilità della pretesa e al principio di economicità dell’azione amministrativa.
• Decorsi 90 giorni senza che sia stato notificato l’accoglimento del reclamo o senza che sia stata conclusa la mediazione, il reclamo produce gli effetti del ricorso. Se l’Agenzia delle Entrate respinge il reclamo in data antecedente, i predetti termini decorrono dal ricevimento del diniego. In caso di accoglimento parziale del reclamo, i predetti termini decorrono dalla notificazione dell’atto di accoglimento parziale.
• In tali controversie, la parte soccombente è condannata a rimborsare, in aggiunta alle spese di giudizio, una somma pari al 50% delle spese di giudizio a titolo di rimborso delle spese del procedimento. Nelle medesime controversie, fuori dei casi di soccombenza reciproca, la commissione tributaria, può compensare
parzialmente o per intero le spese tra le parti solo se ricorrono giusti motivi, esplicitamente indicati nella motivazione, che hanno indotto la parte soccombente a disattendere la proposta di mediazione.

Sanatoria liti fiscali pendenti fino a € 20.000             Art. 39, c. 12
• Le liti fiscali di valore non superiore a 20.000 euro in cui è parte l’Agenzia delle Entrate, pendenti alla data del 1.05.2011 ( estesa al 31/12/2011dal  decreto milleproroghe ) dinanzi alle commissioni tributarie o al giudice ordinario in ogni grado del giudizio e anche a seguito di rinvio, possono essere definite, a domanda del soggetto che ha proposto l’atto introduttivo del giudizio, con il pagamento delle somme determinate i sensi dell’art. 16 L. 289/2002. A tale fine:
a. le somme dovute sono versate entro il 30.11.2011 in unica soluzione;
b. la domanda di definizione è presentata entro il 31.03.2012;
c. le liti fiscali che possono essere definite sono sospese fino al 30.06.2012. Per le stesse sono altresì sospesi, sino al 30.06.2012 i termini per la proposizione di ricorsi, appelli, controdeduzioni, ricorsi per cassazione, controricorsi e ricorsi in riassunzione, compresi i termini per la costituzione in giudizio;
d. gli uffici competenti trasmettono alle commissioni tributarie, ai tribunali e alle Corti di appello nonché alla Corte di Cassazione, entro il 15.07.2012, un elenco delle liti pendenti per le quali è stata presentata domanda di definizione.
Tali liti sono sospese fino al 30.09.2012. La comunicazione degli uffici attestante la regolarità della domanda di definizione e il pagamento integrale di quanto dovuto deve essere depositata entro il 30.09.2012. Entro la stessa data deve essere comunicato e notificato l’eventuale diniego della definizione.
• L’importo dovuto è così calcolato:
– se il valore della lite è di importo fino a 2.000 euro: 150 euro;
– se il valore della lite è di importo superiore a 2.000 euro:
    10% del valore della lite in caso di soccombenza dell’Amministrazione Finanziaria nell’ultima o unica pronuncia giurisdizionale non cautelare resa;
    50% del valore della lite, in caso di soccombenza del contribuente nell’ultima o unica pronuncia o unica pronuncia giurisdizionale non cautelare resa;
    30% del valore della lite nel caso in cui la lite penda ancora nel 1° grado di giudizio e non sia stata già resa alcuna pronuncia giurisdizionale non cautelare sul merito ovvero sull’ammissibilità dell’atto introduttivo del giudizio.

 

 


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