By tcalb

agg. 2012-04-30

IMU – schema di sintesi (Agg. 2012-04-30)

Soggetti passivi:

  • i proprietari di immobili, inclusi i terreni e le aree edificabili, a qualsiasi uso destinati, ivi compresi quelli strumentali o alla cui produzione o scambio è diretta l’attività dell’impresa;
  • i titolari di diritti reali di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie sugli stessi;
  • i concessionari di aree demaniali;
  • i locatari di immobili concessi in leasing (anche da costruire o in corso di costruzione), a decorrere dalla data della stipula e per tutta la durata del contratto.

Immobili soggetti ad imposta:

  • fabbricati (ovvero le unità immobiliari iscritte o che devono essere iscritte nel catasto edilizio urbano, comprese le relative pertinenze);
  • aree fabbricabili (cioè le aree utilizzabili a scopo edificatorio in base agli strumenti urbanistici generali o attuativi);
  • terreni agricoli (cioè i terreni adibiti all’esercizio delle attività agricole e connesse).

Aliquote

L’aliquota ordinaria è pari allo 0,76%. Il Comune, con delibera del consiglio comunale, può aumentare o diminuire tale aliquota:

  • fino allo 0,3%;
  • fino allo 0,4% nel caso di immobili non produttivi di reddito fondiario, immobili posseduti da soggetti passivi Ires o immobili locati;
  • fino allo 0,38% per i fabbricati costruiti e destinati alla vendita da parte dell’impresa costruttrice (quest’ulteriore ipotesi di riduzione è stata prevista dall’art. 56 del Decreto Liberalizzazioni – D.L. n. 1 del 24.01.2012).
  • Le riduzioni di aliquote eventualmente deliberate dai Comuni non si applicano alla quota di gettito (50%) riservata allo Stato, fino a quando permane la destinazione alla vendita del fabbricato, a condizione che il fabbricato non sia locato e, comunque, per un periodo non superiore a 3 anni dall’ultimazione dei lavori.
  • L’aliquota ridotta è pari allo 0,4%:
  • Per l’abitazione principale e sue pertinenze

Abitazione principale – definizione

  • l’abitazione principale è soggetta ad IMU a prescindere dalla categoria catastale di appartenenza;
  • deve essere l’unica unità immobiliare (iscritta o iscrivibile nel catasto edilizio urbano) dove il possessore dimora abitualmente e contemporaneamente vi risiede anagraficamente.

Non è qualificabile come abitazione principale:

  • quella risultante dall’unione di fatto di due unità, salvo che non si provi di aver chiesto l’accatastamento unitario;
  • quella concessa in uso gratuito ai parenti. L’art. 13 del Decreto Salva – Italia, al c. 14, c. b), ha abrogato l’art. 59, lett. e) del D. Lgs. n. 446/1997 che considerava abitazioni principali anche quelle concesse in uso gratuito ai parenti, per cui tali unità immobiliari sono qualificate come “seconde case” ai fini dell’applicazione dell’IMU.

 

Versamento

L’IMU deve essere versata esclusivamente tramite modello F24, in 2 rate di pari importo:

entro il 18.06.2012, va corrisposto il 50% dell’importo dovuto ed entro il 16.12.2012 il restante 50%.

Il contribuente ha, comunque, la facoltà di versare l’IMU in unica soluzione entro la scadenza di giugno, quindi per il 2012 entro il 18.06.2012.

Per il solo anno 2012 l’IMU sulla prima casa potrà essere pagata in due o tre rate a scelta del contribuente.

Nel caso in cui si opti per le due rate, la prima, da pagare entro il 18 giugno, sarà pari al 50 % dell’imposta e verrà calcolata secondo l’aliquota base al 4 per mille, tenendo conto delle detrazioni eventualmente previste, ad esempio in presenza di figli conviventi minori di 26 anni.

Se si opta per il pagamento in tre rate, si dovrà corrispondere il 33% dell’imposta entro il 18 giugno e una seconda tranche di pari importo entro il 17 settembre.

In entrambi i casi è previsto un conguaglio a dicembre, su cui si scaricheranno gli eventuali aumenti delle aliquote deliberati dai Comuni, alle prese con i bilanci e la revisione del sistema di imposizione sulle abitazioni principali.

 

Codici di versamento (RISOLUZIONE N. 35/E – 12 aprile 2012)

Per consentire il versamento, tramite modello F24, delle somme dovute a titolo di IMU, si istituiscono i seguenti codici tributo:

“3912” – denominato: “IMU – imposta municipale propria su abitazione principale e relative pertinenze – articolo 13, c. 7, d.l. 201/2011 – COMUNE”;

“3913” – denominato “IMU – imposta municipale propria per fabbricati rurali ad uso strumentale – COMUNE”;

“3914” – denominato: “IMU – imposta municipale propria per i terreni – COMUNE”;

“3915” – denominato: “IMU – imposta municipale propria per i terreni – STATO”;

“3916” – denominato: “IMU – imposta municipale propria per le aree fabbricabili –

COMUNE”;

“3917” – denominato: “IMU – imposta municipale propria per le aree fabbricabili – STATO”;

“3918” – denominato: “IMU – imposta municipale propria per gli altri fabbricati – COMUNE”;

“3919” – denominato “IMU – imposta municipale propria per gli altri fabbricati – STATO”;

“3923” – denominato “IMU – imposta municipale propria – INTERESSI DA ACCERTAMENTO – COMUNE”;

“3924” – denominato “IMU – imposta municipale propria – SANZIONI DA ACCERTAMENTO – COMUNE”.

 

Abitazione principale – agevolazioni

  • Il possesso dell’abitazione principale unica beneficia di un’aliquota IMU ridotta (0,4% in luogo di quella ordinaria pari allo 0,76%) e della facoltà di detrazione nella misura di € 200 (rapportata al periodo dell’anno in cui sussiste tale destinazione), fino a concorrenza dell’ammontare dell’imposta
  • Per gli anni 2012 e 2013, tale detrazione è maggiorata di € 50 per ogni figlio di età non superiore a 26 anni, che dimori abitualmente e sia residente anagraficamente nell’abitazione principale.
  • La maggiorazione può raggiungere un importo complessivo massimo pari a € 400, al netto della detrazione di base di € 200.
  • La maggiorazione della detrazione spetta fino a 8 figli e può raggiungere al massimo i € 600, fino a concorrenza dell’ammontare dell’imposta.
  • In presenza di più soggetti passivi, la detrazione spetta a ciascuno di essi in proporzione alla quota di destinazione dell’immobile ad abitazione principale.
  • Il Comune interessato può, “nel rispetto dell’equilibrio di bilancio”, aumentare l’ammontare della detrazione fino a concorrenza dell’imposta dovuta.
  • La detrazione prevista per l’abitazione principale spetta anche agli immobili degli Istituti autonomi case popolari e delle cooperative a proprietà indivisa assegnati come abitazione principale ai soci.
  • La detrazione prevista per l’abitazione principale e la relativa aliquota ridotta si applica anche all’ex coniuge non assegnatario della casa coniugale e, su delibera del Comune, all’anziano/disabile residente in istituti di ricovero o sanitari, purché l’abitazione non sia locata.

Pertinenze dell’abitazione principale

Ai fini dell’IMU sono pertinenze dell’abitazione principale, nella misura massima di una unità pertinenziale per ciascuna delle categorie catastali (anche se iscritte in catasto unitamente all’unità ad uso abitativo):

  • .. C/2 (magazzini e locali di deposito cantine e soffitte se non unite all’unità immobiliari);
  • .. C/6 (stalle, scuderie, rimesse e autorimesse senza scopo di lucro);
  • .. C/7 (tettoie chiuse o aperte, posti auto su aree private, posti auto coperti).

Immobili Esenti

  • immobili posseduti dallo Stato;
  • gli immobili posseduti, nel proprio territorio, dalle regioni, dalle province, dai comuni, dalle comunità montane, dai consorzi fra detti enti, dagli enti del servizio sanitario nazionale, destinati esclusivamente ai compiti istituzionali;
  • i fabbricati classificati o classificabili nelle categorie catastali da E/1 a E/9;
  • i fabbricati con destinazione ad usi culturali di cui all’art. 5-bis, D.P.R. 601/1973;
  • i fabbricati destinati esclusivamente all’esercizio del culto, nel rispetto delle disposizioni degli artt. 8 e 19 della Costituzione, e le loro pertinenze;
  • i fabbricati di proprietà della Santa Sede indicati negli artt. 13, 14, 15 e 16 del Trattato lateranense;
  • i fabbricati appartenenti agli Stati esteri e alle organizzazioni internazionali per i quali è prevista l’esenzione dall’imposta locale sul reddito dei fabbricati in base ad accordi internazionali resi esecutivi in Italia;
  • i terreni agricoli ricadenti in aree montane o di collina delimitate ai sensi dell’art. 15, L. 984/1977;
  • gli immobili utilizzati da enti non commerciali destinati esclusivamente allo svolgimento di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive, di religione o di culto.

Base imponibile

  • per i fabbricati iscritti in Catasto edilizio urbano, il valore è quello che si ottiene applicando all’ammontare delle rendite catastali vigenti al 1° gennaio dell’anno di imposizione, rivalutate del 5%, i seguenti moltiplicatori:
Gruppo/categoria catastale Moltiplicatore
A (escluso A/10), C/2, C/6 e C/7 160
B, C/3, C/4 e C/5 140
A/10 e D/5 80
D (escluso D/5) 60 (65 dal 2013)
C/1 55
  • per i terreni agricoli, il valore è quello ottenuto applicando all’ammontare del reddito dominicale catastale vigente al 1° gennaio dell’anno di imposizione, rivalutato del 25%, un moltiplicatore pari a 130 (110 per i coltivatori diretti e gli IAP iscritti alla previdenza agricola);
  • per le aree edificabili, il valore è quello venale in comune commercio al 1° gennaio dell’anno di imposizione.

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